Questo itinerario vi porterà alla scoperta della Torre Pisana, uno dei miei antichi mulini a vento realizzati all’epoca della repubblica genovese.
Il percorso sfrutta principalmente le vecchie mulattiere e si snoda lungo il crinale collinare, regalando una vista panoramica sul mare.
L'itinerario sale alla frazione di Moglio e, tra pini marittimi e macchia mediterranea, vi porterà alla scoperta degli antichi mulini a vento, curiosi edifici a pianta circolare che durante l’età moderna si erano diffusi in tutta la Riviera. Di questi, il più famoso e il più discusso è proprio la Torre Pisana, che sorge sul punto più alto del monte.
Questa posizione strategica, con vista panoramica su tutto il mio golfo, fa pensare che, oltre a svolgere la funzione di mulino a vento, fosse una struttura militare di avvistamento realizzata per proteggermi da attacchi provenienti dal mare. Ma non rimuginateci troppo su questa cosa, nessuno conosce ancora la verità. Piuttosto, riempitevi gli occhi di mare.
Nel parcheggio del cimitero di Alassio, all'incrocio tra via Gastaldi e via Michelangelo al civico 115, inizia una rampa di gradoni in cemento, stretta tra i muri del cimitero e di un vivaio (segnavia ). Dopo un breve tratto asfaltato, si imbocca la mulattiera che sale a destra, lungo il muro del vivaio, immergendosi tra terrazzamenti in pietra a secco e oliveti incolti. Dopo un tornante tra gli olivi il percorso procede lungo il crinale, rettilineo e a pendenza regolare, delimitato dai muri dei giardini delle abitazioni.
Dopo la sosta all'ombra del carrubo che sporge dal giardino di villa Berrino, con l'antico mulino a vento conservato al suo interno, una breve rampa conduce nel tornante di una strada comunale asfaltata: la si segue a monte per poche decine di metri, poi si rincontra, sulla sinistra, la mulattiera che ricomincia a prendere quota.
Si sbuca su una strada comunale asfaltata che corre a quota superiore, dove bisogna subito imboccare la salita che porta nel piazzale del cimitero di Moglio. Dal cimitero un'altra rampa lastricata prosegue l'ascesa e, in pochi metri, si attraversa via Aleramo per entrare nel sagrato della chiesa parrocchiale di Moglio, dedicata a San Sebastiano.
Dietro l'abside della chiesa una rampa conduce in via dei Tonnarotti dove si trova il fornaio e, poi, in piazza Merlini, con i bagni pubblici e il bar pizzeria A’ Niò. A fianco del bar alcuni scalini conducono alla sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso e ai giardini “Carolina”; si continua fino alle scuole in via Mazzini. Il tratto urbano della passeggiata prosegue tra i caruggi del borgo della vecchia Moglio, risalendo per via Leon Pancaldo. Uscendo dalle case si incontra una fontanella e ci si ritrova sull'asfalto di via Filippo Airaldi, alla fermata del bus di linea di fronte alla trattoria I Fii de.
Dal parcheggio a fianco del locale prende il via la mulattiera verso il crinale: un primo tratto su selciato di circa 200 metri conduce a superare i 250 metri di quota e il panorama inizia ad aprirsi verso il mare. Si incontra la strada provinciale 18, la si segue a monte per pochi metri e si ritrova la mulattiera che riprende la salita a monte della strada asfaltata.
Ci si ritrova di nuovo sulla strada provinciale n. 18, al valico che scollina verso Caso. In corrispondenza con la stradina di accesso a una villa, il sentiero si impenna ripidissimo (Segnavia ). In poche decine di metri ci si arrampica, all'ombra delle roverelle, sulla collinetta alla cui sommità sorge la cosiddetta Torre Pisana.
Si ridiscende verso il passo della Crocetta, a circa 350 metri di quota, dove si trova, nel piazzale del bar pizzeria, una fontanella. Si prosegue in discesa per via Ottone I per circa 500 metri, all'ombra di un boschetto, fino a individuare con attenzione la strada asfaltata che sulla destra si stacca verso un gruppetto di case più a valle: qui si segue il primo tornante verso sinistra. Oltre l'ultima villa, la carrozzabile si trasforma in un sentierino solcato (segnavia ), che si riallarga in una mulattiera selciata solo più a valle.
Tra cespugli di verdeggiante macchia mediterranea si sfocia nel quadrivio che incrocia la sterrata che sale da Costa Lupara. Qui, per rientrare a Moglio, si sterza a sinistra e si segue il sentiero che corre, orientato verso settentrione, a monte della recinzione del giardino di una villa. Si cammina all'ombra di una fitta macchia di erica fino all'impluvio di un rigagnolo, dove ci si riallaccia a una strada privata, la quale confluisce in via Ottone I ormai alle porte di Moglio. Da qui lungo via Gandolfo, si fa ritorno alla chiesa parrocchiale, da dove ricomincia in discesa il percorso fino al centro città, contrassegnato dal segnavia .
Vi accompagno per gli antichi sentieri di Alassio alla scoperta di alcuni dei panorami più suggestivi e affascinanti del golfo.
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